“Centro storico senza bici” GENIALI.

Notizia di questi giorni, con un forte risalto sulla stampa locale, è la proposta del Circolo Nuova Fano (innovativi) di ridurre il traffico all’interno del centro storico ai soli pedoni, anzi, per meglio dire, vogliono evitare il passaggio delle biciclette.

Non citano macchine e furgoni, probabilmente considerano il mezzo a due ruote più fastidioso e pericoloso.


[il traffico di ogni giorno per Corso Matteotti]

Lasciando da parte per un momento la differenza tra bici e camion (sembra una cosa banale ma gli innovativi sopra citati non la capiscono), concentriamoci sull’effetto di un divieto simile.

La maggior parte dei fanesi passa spesso, se non sempre, per Corso Matteotti nei propri spostamenti in bici.

La maggior parte degli anziani utilizzano il mezzo per muoversi.

La maggior parte dei cittadini si comporta bene o almeno nella norma, non ascoltate le varie banalità ed esagerazioni sui pericoli dell’altà velocità o dei parcheggi con bicicletta appoggiata al muro o ad un palazzo.

Se vogliamo dirla tutta, avete presente i SANTI pedoni quando si fermano a parlare in mezzo alle vie del centro, con passeggini annessi, o quando i sempre STIMATI pedoni si buttano-spostano da una vetrina all’altra senza nemmeno alzare lo sguardo??

Potremmo multare anche loro (i pedoni), multiamo tutti come sta accadendo da qualche settimana a Pesaro.

Una situazione quella del pesarese completamente diversa (anche se a parere mio ampiamente criticabile), dove abbiamo una presenza di piste ciclabili nettamente superiore alla nostra, con più rastrelliere per depositare il veicolo, insomma un mondo molto diverso.

Tornando a noi, se questa grossa stupidaggine del divieto di transito entrasse nelle aule del consiglio comunale, sapremo come reagire.

La disobbedienza civile è quello che serve.

Totem
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Vorrei aggiungere a questo post, solo una cosa. Proibire le bici per il corso sarebbe assurdo, ma tutti sanno che la lobby più potente è quella dei passeggini appaiati!
Quando hai due mamme che parlano tra loro scarrozzando i figli, non si passa con alcun mezzo.

senza alcun motivo di intervenire,

Tungsteno

4 Responses to ““Centro storico senza bici” GENIALI.”

  1. 1
    nic Says:

    Questa città (di merda) non è esente dai mali che affliggono l’intero paese (di merda anch’esso). Capita che uno si alza la mattina, fa una sparata che esce sui giornali, e tutta l’opinione pubblica è ostaggio di un modo di dialogare malato, asfittico, col fiato cortissimo. Per carità, ognuno dica la sua. Solo che ogni tanto ci starebbe bene anche che qualcuno prendesse il soggetto in questione sotto braccio, lo accompagnasse da parte e, coprendolo amorevoli di pacche sulle spalle, gli dicesse “ok, la cazzata l’hai detta, adesso per favore puoi tacere?”.
    E invece no: giorni e giorni di discussioni su una proposta assurda. Come se ci potessimo permettere di sprecare un vigile “da pied” e un altro “da cima” del corso a controllare che nessuno percorra il Matteotti in bici (intanto, fuori dal centro il traffico è una giungla e nessuno controlla mai. Ma pazienza). Come se fosse sempre necessario vietare, reprimere, sradicare il problema a monte quando basterebbe un po’ di buon senso, un pizzico di buona educazione, di voglia di spiegare qual’è il comportamento migliore da tenere. Come se, soprattutto, i problemi derivassero dalle biciclette (che invece sono mezzi preziosi, da rivalutare e incentivare).
    Personalmente sono molto stanco di questo modo di fare, di questo continuo dare importanza (come ha fatto FanoTV) a persone e dibattiti che di importante hanno poco o nulla. Di far passare per geni gente che da altre parti non avrebbe voce in capitolo neppure al circolo del ruba mazzo. Iniziamo a ragionare meglio per produrre dibattiti e decisioni migliori…

  2. 2
    Lorenzo Amaduzzi Says:

    Se la racconto, questa, mi libero di un “fastidio”. Eccola: oggi (9 Settembre), nel tardo pomeriggio attraversavo il portico del Palazzo Gabuccini (Fano) e da dietro mi sono sentito raggiungere da una signora in bicicletta. Mi è stato spontaneo rivolgerle la parola, decisamente stizzito, visto che quel passaggio è comunemente riservato ai pedoni ed interdetta addirittura la sosta delle biciclette. Per tutta risposta, più di una in verità, costei ha invocato la libertà di fare ciò che voleva. Inutile riferire il dialogo – si fa per dire – conseguente. A pochi passi, due vigili urbani in divisa – un uomo e una donna – osservavano il passeggio. Ho provato a chiedere loro se non fosse interdetto circolare in sella alla bicicletta all’interno del portico. La risposta: “no, visto che non c’è un esplicito divieto.” Alla mia affermazione, che “allora, ognuno fa ciò che meglio crede (quello che cazzo vuole), non curandosi degli altri”, la controrisposta è stata “SI’”. Confesso che in quell’istante ho pensato e provato di tutto, nel senso di rabbia e frustrazione. Episodio insignificante, certo, ma indice evidente di un clima più generale, dove l’arroganza è diventata spesso meschina e codarda forma di sopraffazione da parte di chiunque sia o si senta legittimato ad esercitarla. Grazie anche ai quotidiani esempi del “fare governo”. Due sono le risposte possibili a questa dimostrazione di palese – quantomeno – inciviltà: l’indifferenza o la ribellione. C’è una terza via? Che non sia proprio quella verso la quale si compiono ancora sfortunati tentativi?

    P.S.: Sono daccordo non serva l’esercito a sbrogliare il traffico nelle ore di punta lungo Corso Matteotti, ma mi auguro conveniate che sarebbe auspicabile venissero rilevate le sgradevoli contraddizioni cui, troppo di frequente, ci si abbandona quando non si ha rispetto dell’altro, chiunque sia. Ciò non significa che io me ne dichiari esente, ma che in caso di sovraffollamento – capita i gg. di mercato – della via in questione, scenderei di sella ed andrei a piedi. Per esempio. O no?

  3. 3
    totem88 Says:

    @lorenzo
    Il senso civico si sta perdendo, questo è fuori dubbio, le cause sono molte e di difficile lettura.
    La signora anziana, maleducata, in bici è paragonabile alla mamma, con il passeggino, piantonata in mezzo al corso mentre parla dell’ultimo vestitino acquistato.

    Il problema bici, puor moi, è un falso, una patacca.
    Se proprio vogliamo fare qualcosa, ma proprio per esagerare, si potrebbe imporre il non passaggio (come dicevi giustamente) delle biciclette nei giorni di mercato, per quelle 3-4 ore.

    Macchine, camion e derivati fuori dal centro storico o transito limitato in alcuni orari, poi possiamo iniziare a parlare del resto.

    Ciao

  4. 4
    Tungsteno Says:

    Caro Lorenzo, capisco benissimo il problema. Il fatto è che anche se non venissi preso in flagrante a fare qualcosa, come per esempio girare in centro con la macchina dove non si può o cose simili, io comunque non lo faccio, o faccio una strada più lunga.

    Invece l’attitudine che si sta diffondendo e insegnando in questo periodo è: se non ti beccano puoi farlo.

    Così ti ritrovi sempre gente che ti parcheggia sulla ciclabile (perchè per 10 minuti non li multano) e nel frattempo tu rischi di morire con la bici, e camion e furgoni che passano ovunque perchè sanno di non incorrere in sanzioni.

    Inciviltà, come hai detto te, ad ogni angolo. Poi dopo si invoca la tolleranza come stile di vita, va bene, ma questo è diverso: tolleranza a mio vedere, non è infrangere la legge o non rispettare il prossimo se non c’è qualcuno che ti possa fermare.

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