Posts tagged ‘centro storico’

5 euro per la Memo

gennaio 7th, 2011

Questo post riguarda il tesseramento 2011 per l’utilizzo della Memo, o per chi ancora non la conoscesse, la Mediateca Montanari (qui avevamo scritto un post a sè).
Dall’apertura dell’anno scorso, che ha visto parte della cittadinanza iscriversi gratuitamente per fruire dei suoi servizi, segnaliamo solamente il passaggio da GRATIS a 5 euro/anno.

E voi direte “sta a vedere che se la prendono anche per questo”.
E invece no, dico io e i perchè ve li spiego subito:

  1. E’ un servizio di qualità che varrebbe a mio avviso anche 5 euro al mese se uno ne facesse un utilizzo costante, poi sarebbe quasi impossibile lasciarlo gratuito, viste le spese sostenute.
  2. Addio perditempo! Vedremo meno persone bighellonare per la memo, credo che andranno tutti all’auchan a mastricciare nel reparto dell’elettronica.
  3. Si evince dal punto 2: più tranquillità, visto che il non-gratis selezionerà, spero, un pubblico più serio e silenzioso.
  4. Meno usura. La memo con i suoi computer, giochi, dvd, libri, tablet, rischierebbe di durare molto di più se solo non fosse preda della massa.

Tungsteno

Centro storico vs Centro commerciale

dicembre 14th, 2010

Negli ultimi mesi ha preso piede la protesta dei commercianti del centro storico di Fano contro l’intenzione di adibire lo spazio dell’ex-zuccherificio in “parco commerciale-direzionale” composto da negozi e uffici.

Anche il mondo politico locale si è fatto sentire: c’è chi dice che porterebbe al fallimento delle attività commerciali in centro, chi dice che invece di nuovi posti di lavoro porterebbe disoccupazione, che non ne abbiamo bisogno, che priverebbe di vitalità il centro storico.

Proteste, sit-in, lapidi sotto i Gabuccini, lo spegnimento simbolico delle luci dei negozi per mostrare come diventerà.

Da donna amo lo shopping e i negozi sono un mondo magico per me. Da studentessa squattrinata che fa due o anche tre lavori per non pesare totalmente sulle spalle di mamma e papà odio i negozi del centro storico fanese: a parte poche e rare eccezioni, per comprare qualcosa in centro devo fare un mutuo o avere un finanziamento. Si parla tanto di crisi ma ne avessi visto uno di questi commercianti che abbia abbassato di un euro i prezzi. Così sapete che faccio? Non compro quasi mai niente in centro: ci sono negozi con tante cose belle e a poco prezzo fuori dal centro storico. E anche fuori Fano. Così mi è capitato spesso di andare a Pesaro in centro e nell’area commericiale che si è creata vicino al Bpa palas (ora Adriatic Arena). Pesaro è una città simile a Fano per popolazione (se non fosse per la loro troppa vicinanza Fano potrebbe essere provincia). E vedo tanta gente sia in centro che all’Iper Rossini, al Media World e nei tanti altri negozi che ci sono in quell’area.

Non mi sembra che il centro pesarese sia totalmente abbandonato, anzi.

Così mi chiedo: perchè gettare via la possibilità di creare un centro commerciale che possa essere competitivo, possa creare nuovi posti di lavoro e attirare gente nella nostra città?

E vogliamo affrontare il discorso parcheggi in centro? A parte l’ex Caserma Paolini quale altro parcheggio non è a pagamento o senza disco orario? Finchè si abita vicino o non piova e la macchina può essere lasciata a casa va tutto bene ma quando piove? O quando non si abita vicino al centro? Si diventa matti a cercare un posto. E se devo rimanere per tutta la mattina? o tutto il pomeriggio? Partono altri soldi.

Quindi un pò di vecchia e sana concorrenza farebbe solo che bene. Non fosse mai che per una volta si arcoggessero che la crisi c’è davvero ma solo per noi comuni consumatori.

Nichi

Volevo aggiungere una piccola postilla:

Le grandi catene arrivano anche nei piccoli centri, a Fano sono presenti da qualche anno.

Per il consumatore il vantaggio è evidente in termini di risparmio e nella ampia scelta di prodotti, ma mettendosi nei panni di coloro che hanno un negozio in centro storico la situazione è assai critica. La concorrenza c’è e si sente.

Bisogna capire se questi negozianti abbiano goduto nel tempo di ampi benefici: centralità, “monopolio” sulla vendita di alcuni tipologie di prodotti e quindi scarsa interferenza da parte di altre realtà; e se ora devono imporsi dei sacrifici, innovarsi, cercare di restare sul mercato attraverso la professionalità, la confidenza con il cliente e la disponibilità.

“una volta ci si serviva solo in un negozio” dice sempre mia madre. Un negozio per vestirsi, uno per la cosmesi, uno per le scarpe, perchè ci si fidava e c’era un rapporto stimato e di grande conoscenza.

Un nuovo centro commerciale può spaventare, le proteste sono giustificate.

Totem

In restauro?

novembre 25th, 2010

Girando per il centro storico di Fano sono tante le meraviglie a molti fanesi purtroppo sconosciute.

Ha attirato la mia attenzione recentemente la Chiesa di San Pietro in Valle in via Nolfi, adiacente alla biblioteca Federiciana. E’ una perla della nostra città, uno dei migliori esempi di arte barocca delle Marche.

Chiesa ancora consacrata ma non più utilizzata per funzioni religiose è adibita per conferenze o concerti ed  è anche aperta al pubblico ( se vi venisse la curiosità per questo mese è aperta tutte le domeniche e festivi con i seguenti orari 10:30-12:30/16-18) ed è coperta di elogi ad ogni visita da parte di turisti o cittadini. Si perché l’interno  è ricchissimo di ori, stucchi, marmi e pitture.

Nel settembre del 2008 si svolse a Fano il convegno “Restauri a Fano, da San Francesco a San Pietro in Valle” ,organizzato proprio nella chiesa, in cui venne annunciato l’inizio dei lavori di restauro visto che era stata dimostrata la possibilità di risolvere il problema dell’umidità, esterna e interna.

Ma la domanda più frequente dei visitatori ” E’ in restauro?” sembra dimostrare l’inutilità di tale intervento. Infatti entrando nella chiesa la prima impressione è questa: l’umidità è talmente intensa che il pavimento è completamente bagnato, sedie accatassate ai lati della navata, una enorme cornice appoggiata su un confessionale che funge da contenitore alle campane, tavoli di ferro sparsi e i riquadri in cui erano le tele, nelle cappelle, sono piene di buchi per i mattoni caduti.

Apprezzo che la chiesa sia stata aperta al pubblico per permettere a tutti di conoscerne le bellezze ma non basta. Il solo fatto di avere a disposizione nel nostro Paese di un vasto patrimonio culturale non ci da il diritto di darlo per scontato. Occorre cura, manutenzione e pulizia.

Permettiamo alla città di vantarsi totalmente delle sue meraviglie. E facciamo in modo che il turista lasci Fano senza ma e però.