La bicicletta, questa sconosciuta
febbraio 19th, 2010In questo furore ecologista che è scoppiato l’ultimo anno dove non si parla altro che di green economy, emissioni ridotte e tutte le aziende dicono di essere più ecologiche della concorrenza, non si capisce più molto che cosa si stia facendo in concreto.
Lasciamo pure stare i più estremi ecologisti che piegano la loro vita ad abitudini più etiche verso l’ambiente, chiarisco subito dove voglio arrivare a far vertere il mio discorso:
A Fano la bici non la usa quasi nessuno. Ora sicuramente qualche ciclista penserà male delle mie parole, ma non me ne voglia perchè io lo voglio difendere.
Viviamo in una città discretamente estesa, con un buon numero di piste ciclabili, con code di macchine nelle vie principali e gli autobus che girano vuoti… Qualcosa non torna.
Bene è chiaro che d’inverno la bicicletta perda un po’ di “share” causa maltempo e freddo, ma penso che chi ha il compito di gestire il traffico non si deve comunque dimenticare del mezzo.
Non sto dicendo che chi abita a Bellocchi deve farsi chilometri su due ruote, morendo di fatica, ma il fanese medio è incredibile: ha la perversa abitudine di percorrere un tragitto di metri 100 in automobile da casa sua incappando in 1 semaforo e 2 rotatorie invece di andarvi a piedi in meno tempo dato che non deve parcheggiare se stesso.
Una proposta di Fano 5 Stelle è quella di un punto di bike sharing a Porta Maggiore, ossia di biciclette pubbliche da affittarsi per raggiungere luoghi nelle prossimità e lasciarla in un altro punto che offre lo stesso servizio.
Niente traffico, niente code e aria più pulita e meno stress, non si parla di poca cosa.
A toglierci la voglia di andare in bici sono sicuramente i cittadini che utilizzano le piste ciclabili come parcheggi, perchè non hanno voglia di parcheggiare altrove (o di venire in bici forse) e le persone che hanno reso possibile a così tante automobili di girare per il centro, esautorando i pedoni e i ciclisti.
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Da quello che vedo dunque non mancano tanto le strutture come le piste ciclabili, e la nuova stazione degli autobus situata in prossimità della stazione dei treni penso sia una bella mossa… logica direi.
Il problema è nella testa dei molti ragazzotti che pensano che l’automobile sia accessorio imprescindibile della loro immagine come il cellulare e le loro scarpe.
Allo stesso modo non solo loro, ma anche l’uomo di mezza età con sigaro/sigaretta in bocca di turno gira per Fano a velocità pari a quella del suo cammino a piedi su una macchina del dopoguerra oppure con un suv koreano, generando fumo e il malcontento di chi lo segue dietro.
Fate qualcosa per favore
grazie
