LETTERA:
Salve a tutti,
ritengo opportuno fare delle considerazioni, riguardanti la situazione stradale fanese, diventata ultimamente insostenibile.
Le riflessioni da fare sarebbero tante, cercherò di fare un sunto. Partiamo con la più eclatante: le buche. E’ un problema sotto gli occhi di tutti, gran parte delle strade sembrano dei campi minati, che rischiano di provocare seri danni ai mezzi, ma soprattutto alle persone. Quello che mi chiedo in veste di cittadino, è come mai non si mette in atto un piano di asfaltatura ben preciso? Ritengo infatti,che ricoprire le buche con del catrame, il quale resiste a malapena fino al successivo temporale, non ha molta logica, in quanto ciò, non fa altro che allargarle. Un esempio utile, ci viene da altri paesi, dove l’asfalto danneggiato viene completamente sostituito. Chiaramente questo sarà più costoso, ma molto meno frequente rispetto alle gettate di catrame.
Un’altra problematica riguarda marciapiedi e piste ciclabili. I casi sono molteplici, quelli riscontrati personalmente sono per primo i marciapiedi di via Soncino, i quali risultano essere delle barriere architettoniche, perché sprovvisti di rampe per facilitare il loro utilizzo da parte di persone con ridotte capacità motorie. Passando alle piste ciclabili invece, quelle di via Roma e via Cavallotti sono diventate dei parcheggi al servizio di automobilisti che si sentono in diritto di poter sostare dove meglio gli aggrada. Non dovrebbe essere difficile mettere dei divisori che rendano più sicuri i ciclisti, magari invogliando qualche cittadino in più ad usare la bici, con notevoli benefici al traffico e all’ambiente.
Vogliamo poi citare l’ultima trovata in termini di viabilità? Per poter andare in via De Gabrielli (la via dell’INPS per intenderci) si è costretti a fare il giro dell’oca. Provenendo dalla stazione, dalla nazionale sud o dall’ospedale si è comunque costretti a passare per via Mariotti, peggio ancora se si arriva da via Nolfi si è costretti ad arrivare fino al borgo Cavour.
Un’ultima pecca di questa via, è senza dubbio l’abbandono durante l’inverno dei percorsi pedonali, con erbacce che raggiungono mezzo metro di altezza.
Per finire accenno al transito di auto e camion in centro storico. Ci sono permessi di passaggio in orari predefiniti per commercianti e residenti, purtroppo quello che manca è qualcuno che controlli che vengano rispettati, così si trovano macchine e camion in moto e in sosta lungo il corso per tutto il giorno.
Un’idea riguardante la consegna delle merci, già avuta in altre città come Parma, è quella di realizzare dei “transit point” dove stoccare le merci, per poi farle recapitare solo con mezzi ecologici, e soprattutto pieni. Si guadagnerebbe anche qui in traffico, sicurezza e salute.

Questa lettera riassume molte delle problematiche presenti e di semplice visione da parte di tutti i cittadini.
Mi vorrei soffermare, però, sulla questione della pedonalizzazione del centro storico.
L’idea che mi sono fatto sulla situazione è banale: la mia città deve necessariamente eliminare o ridurre drasticamente il passaggio di veicoli all’interno delle vie del centro.
Un sacrificio deve essere fatto dai commercianti, dovranno utilizzare in maniera consona i permessi per lo scarico delle merci e nello stesso tempo condannare il via vai delle automobili e motorini (mi è stato detto che soprattutto in via Cavour incentiva il commercio).
Un sacrificio deve essere fatto da noi, evitiamo le 4 frecce e parcheggiamo, magari a 100 mt, facendo una camminata o meglio ancora usiamo bici e mezzi pubblici.
Lo so, è dura, ma ragionate sui vantaggi immediati: Meno caos, eliminata la paura di essere investiti, maggiore presenza di turisti (di solito pronti a spendere).
Un sacrificio anche da parte della amministrazione comunale, basta parole e iniziamo con fatti concreti, caro sindaco e cari assessori prendetevi le vostre responsabilità e intervenite celermente sulla questione anche scontrandovi con le sicure critiche che arriveranno.
Come si può vedere la responsabilità è frazionata, impegnamoci tutti.
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